La presenza dei Normanni in Ariano è attestata fin dal secondo decennio dell’XI secolo (Trinchera, Syllabus graecarum membranarum a. 1019).
Secondo il prof. Errico Cuozzo, i cavalieri normanni che combatterono con Melo da Bari, un nobile barese, di origine longobarda, ribelle al dominio bizantino e alleato coi principi longobardi, costituirono, dopo il 1016 e prima del 1019, la contea di Ariano, che è da considerare il primo organismo politico posto in essere dai Normanni nel Mezzogiorno.
Si trattava di cavalieri forti ed audaci, giunti in Italia meridionale come mercenari, al soldo dei potentati locali (Bizantini e Longobardi in continuo stato di belligeranza). Essi erano divisi in due bande: la prima capeggiata da Osmondo Drengot, fu assoldata dal principe Guaimario di Salerno, la seconda condotta da Gilberto Buatère, si pose al servizio di Melo da Bari. Alcuni erano cadetti di famiglie feudali, che per essere stati esclusi dalla successione paterna, erano stati costretti all’avventura e all’esercizio della “militia”. Armati “alla pesante”, con il giaco di maglia di ferro, elmo, scudo a forma di mandorla, spada, e lunga lancia, essi introdussero nel Mezzogiorno una tecnica di combattimento nuova, quella della carica di cavalleria, che consentì loro di ottenere delle facili vittorie militari, e, soprattutto, di creare delle autonome signorie territoriali
Dopo qualche anno, nel 1030, Rainulfo Drengot, capo di una seconda immigrazione di Normanni, ottenne dal duca di Napoli Sergio IV l’investitura della contea di Aversa.
Il 24 giugno del 1059, papa Nicolò si recava a Melfi, dove investiva formalmente del principato di Capua il normanno Riccardo Quarrel-Drengot e del ducato di Puglia, Calabria e Sicilia (ancora da conquistare), il normanno Roberto il Guiscardo.
Nel volgere di un quindicennio il Guiscardo conseguì il definitivo allontanamento dei Bizantini dalla Puglia (1071); la sottomissione di Amalfi (1073); la conquista del principato di Salerno (1076); la conquista, quasi completa della Sicilia (che iniziata nel 1061 con la collaborazione del fratello Ruggero I fu ultimata da quest’ultimo nel 1091).
Durante le fasi della Conquista normanna, prima che Ruggero II fosse investito della potestà regia nel 1130, i titolari della contea di Ariano furono quattro: Ubbertus (la sorella di questi Albelarda fu la prima moglie di Roberto il Guiscardo. Dal loro matrimonio nacque Boemondo principe d’Antiochia); suo figlio Gerardo di Buonalbergo († 1086); Eriberto figlio di Gerardo († 1102) e Giordano figlio di Eriberto († 1127). In questo periodo, la contea conobbe una notevole espansione territoriale: da Troia a Montefusco, da Morcone a Buonalbergo, fin quasi alle porte di Avellino e di Benevento.
Ruggiero d’Altavilla, incoronato ed unto re, per poter affermare concretamente la sua giurisdizione su tutti i territori che costituivano il Regno dovette piegare le resistenze dei conti all’interno delle autonomie territoriali nate, dopo la morte del Guiscardo, dalla divisione del ducato di Puglia.
La reazione dell’imperatore non fece attendersi e nel maggio del 1137 scese in Italia al comando di un forte esercito. Tutti i conti normanni che erano stati privati da Ruggiero delle proprie signorie, e quelli che vedevano imminente la perdita della loro autonomia, si allearono con l’imperatore, tra questi Ruggiero, conte di Ariano (figlio di Giordano) che, opposta resistenza all’assedio della città da parte del sovrano, sarà esiliato in Sicilia con la sua famiglia.
Le cronache di Alessandro di Telese e di Falcone Beneventano si soffermano nella narrazione delle lotte che il re affrontò in Campania ed in Puglia. Dopo i successi militari dell’Altavilla, furono annesse, in modo definitivo, al Regno di Sicilia le signorie nate a seguito dell’insediamento normanno nel Mezzogiorno continentale, le quali erano riuscite, nonostante il tentativo di unificazione realizzato da Roberto il Guiscardo, a difendere la propria autonomia e tra queste la contea di Ariano.
Ariano, nominata città regia, fu scelta come sede delle Assise del Regnum nel 1140.