Alla morte di Guglielmo II (1189), la città di Ariano, coinvolta nella contesa per la successione al trono di Sicilia, si schierò dalla parte di Tancredi di Lecce, nipote di Ruggero II di Sicilia, contro Enrico VI di Svevia.
Quando, nel 1194, Enrico VI conquistò il potere, Ariano fu infeudata al connestabile Rainaldo de Moach.
Nel 1229 (dopo le distruzioni di Benevento e Troia) dovette arrendersi all’imperatore Federico II, e nel 1255 la città, a tradimento, fu sorpresa da Manfredi di Svevia.
Nel 1269 Ariano fu infeudata da Carlo d’Angiò, investito del Regno, ad Enrico de Vaudemont cui successe il figlio Rinaldo che morì senza eredi. Nel 1290 fu fichiarata ancora una volta città demaniale.
La città occupava il crinale e i pendii sommitali dei tre colli del Castello, del Calvario e di San Bartolomeo, il castello restaurato dal sovrano angioino dominava e difendeva la nuova Via Regia verso la Puglia voluta nel 1289.
Nel 1294 fu infeudata ad Ermengao de Sabran. Il primogenito S. Elziario, che ereditò la contea nel 1309, potè insediarvisi solo alcuni anni più tardi per l’opposizione dell’Universitas e del vescovo di Ariano.
La lunga signoria dei Sabran fu interrotta nel 1413 da Ladislao di Durazzo. La città ceduta nel 1417 da Giovanna II a Francesco Sforza, fu assediata e conquistata nel 1440 da Alfonso d’Aragona e concessa al Gran Siniscalco Inigo Guevara.
Il 1456 fu l’anno di un terribile sisma che provocò più di duemila morti e devastò la città causando gravi danni al castello, alla cattedrale e al suo patrimonio edilizio, mentre due anni dopo imperversò la peste che mietè cinquemila vittime. Per ragioni difensive, il castello ebbe la precedenza nei lavori di ripristino, tanto che il governo spagnolo impose a tutti i cittadini di estrarre pietre e di trasportarle sul posto.
Nel 1486, dopo anni di incontrastato dominio feudale (de Sabran, Sforza, Guevara), Ariano ridivenne città demaniale in seguito alla Congiura dei Baroni, che aveva visto tra i ribelli il figlio di Inigo, Pietro Guevara successo al padre nel 1463.
Con la conquista del Regno da parte di Carlo VIII, nel 1495 Ariano venne infeudata al maresciallo Pietro di Rohan. Recuperato il Regno dagli Aragonesi, per le gravi necessità finanziarie della Corona, Ferdinando II, nel 1496, decise di vendere la città, col titolo di ducato, ad Alberico Carafa.
Nel 1528, per la sua ribellione alla Spagna, Alberico II Carafa, sostenitore del Lautrec e dei Francesi, fu privato del feudo che Carlo V concesse a Ferrante Gonzaga seguito nel possesso dal figlio Cesare (1557- 1575).
Nel 1577, Camilla Borromeo (sorella di S. Carlo e moglie di Cesare Gonzaga) vendette il feudo, a Laura Loffredo, vedova di Fabio Gesualdo. Quando, nel 1585, il feudo passò al principe di Venosa Fabrizio Gesualdo, gli Arianesi colsero l’occasione per chiedere il riscatto al demanio.
Acquistata all’asta nel 1639 dal duca di Bovino Antonio Guevara, nel dicembre 1662 fu proclamata la reintegra definitiva della città al Reale Demanio.
